PERCORSO

101a edizione della corsa più antica. Il percorso è sostanzialmente pianeggiante fatto salvo l’attraversamento del Monferrato dove si affronterà un breve serie di strappetti. Partenza da Mesero e attraversamento di Magenta per proseguire lungo la Pianura Padana su strade larghe e rettilinee. Si incontrano, oltre ai consueti ostacoli cittadini come rotatorie, spartitraffico e passaggi rialzati, quattro passaggi a livello tutti concentrati nei primi 60 km. Dopo l’attraversamento del Po nei pressi di Valenza si percorrono le ondulazioni del Monferrato che si concludono con l’attraversamento di Asti. Ultimi 70 km praticamente pianeggianti fino all’arrivo di Stupinigi.

ULTIMI KM

Ultimi 5 km prevalentemente pianeggianti o in leggera salita su strade cittadine di media larghezza con la presenza di rotatorie in serie. Ultima curva a 400m dall’arrivo.

PUNTI DI INTERESSE:

 

MESERO (Partenza)

Il più antico documento storico di Mesero è un’ara romana che può datata con sufficiente sicurezza nel primo secolo dopo Cristo e che ci rivela che Mesero era abitata fin dal tempo dei Romani e che era un centro di culto. Tuttavia, occorre attendere fino al Settecento, sotto dominio austriaco, per un catasto completo del territorio. Da esso emerge che l’agricoltura era basata soprattutto, oltre che sui cereali, sulla vite e sulla bachicoltura, che restano, anche nell’Ottocento, l’attività unica della popolazione. Solo nel dopoguerra si avvia l’inizio di un fenomeno di industrializzazione che permane tuttora e che ha invertito la precedente caratteristica rurale. Se si passa Mesero, una fermata è d’obbligo per visitare le residenze padronali, in particolar modo Villa Colombo, la più antica e meglio conservata.

VIGEVANO

Il cuore più antico di Vigevano risale al primo medioevo. A quel tempo era una città fortificata vicino a un guado nel fiume Ticino. La città divenne libera e, grazie alla sua posizione strategica, oggetto di conflitto tra Pavia e Milano. Vigevano cadde sotto il dominio della nobile famiglia Della Torre ed entrò nella sua epoca d’oro a partire dal XIV secolo sotto i Visconti mentre, a metà del XV secolo, sotto la famiglia Sforza divenne città ducale, un fiorente centro per commercianti e artigiani specializzati. Per secoli la città è stata un importante centro per i tessuti, in particolare seta e lana, ma nella seconda metà del XIX secolo la produzione tessile lasciò il posto all’industria manifatturiera delle calzature, che permane ancora oggi. Imperdibile, se si passa da qui, una visita al Castello Sforzesco, che sorge nel punto più alto della città e fu costruito in due fasi importanti e consecutive, una sotto i Visconti e l’altra sotto gli Sforza, quest’ultima divenuta importante per il contributo artistico di Donato Bramante. L’artista costruì anche, alla fine del XV secolo, la cosiddetta Torre del Bramante, situata nel punto più alto della città e dalla insolita forma “filaretiana”.

 

MONFERRATO

Il territorio di Monferrato è diviso in due dal fiume Tanaro. La parte settentrionale (Basso Monferrato), che si trova tra quel fiume e il Po, è una zona di dolci colline e pianure, mentre la parte meridionale (Alto Monferrato) si innalza dalle rive del Tanaro fino alle montagne dell’Appennino e fa da spartiacque tra Piemonte e Liguria. Questo splendido territorio, la cui estensione si è modificata nel tempo, è caratterizzato da castelli, antiche chiese e suggestivi borghi medievali adagiati su dolci colline tenute a vigneti. Il Monferrato, infatti, è uno dei distretti vinicoli più importanti d’Italia: qui vengono coltivate numerose varietà di uva rossa e bianca.

 

PORTACOMARO

Portacomaro si trova nel Basso Monferrato e prende il nome dalla famiglia romana di nobili origini, Gens Comara, che lo fondò come accampamento militare in terra di Gallia. Oggi è un paese agricolo, dedito alla coltivazione della vite e alla vinificazione. Portacomaro è anche il paese di origine di Jorge Mario Bergoglio, o, come ama chiamarsi lui, Papa Francesco. Nato a Buenos Aires, in Argentina, ha però origini piemontesi. Qui, infatti, era nato e vissuto il suo bisnonno prima di trasferirsi a Torino e poi emigrare in Argentina.

 

ASTI

Asti è situata tra due colline, il Monferrato e le Langhe, nel cuore della provincia nordoccidentale del Piemonte. Divenuta accampamento romano intorno al 124 a.C., poi potenza economica e politica nel Medioevo, continuò a prosperare, cadere e risorgere più volte nel corso della sua lunga e straordinaria storia. Oggi Asti è conosciuta soprattutto per il suo cibo eccezionale, gli spumanti di pregio e il Palio, una corsa a cavallo senza sella per le vie della città. Asti è ricca di storia, cultura e gastronomia. Essendo il principale centro commerciale della zona vinicola del Piemonte, con splendidi e lussureggianti vigneti che circondano la città, imperdibile è una visita con degustazione di vini tra le morbide colline. Magnifiche sono anche le architetture della città, tra cui spicca la bella e imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui struttura attuale fu completata nel XIII secolo, con aggiunte risalenti al 1800.

 

CARMAGNOLA

La storia di Carmagnola inizia circa nel XI secolo e, dopo alcune peripezie, cadde sotto il dominio francese, che durò fino al 1588 quando, assediata e conquistata da Carlo Emanuele I, divenne possesso della Savoia. La Francia di impadronì di Carmagnola una seconda volta durante il XVII secolo. Solo nel 1691 la città fu riportata tra i possedimenti piemontesi da Vittorio Amadeo II di Savoia. Mentre i suoi edifici di difesa venivano demoliti e il suo ruolo strategico stava progressivamente diminuendo di importanza, la città poteva finalmente sviluppare l’agricoltura e il commercio, che rimasero importanti fino al secondo dopoguerra, causando una massiccia immigrazione e una rapida espansione urbanistica.
Se vi trovato nei dintorni, non fatevi sfuggire l’occasione per una passeggiata in città e una visita alla chiesa di Sant’Agostino che, nonostante i restauri e le modifiche avvenute nel corso degli anni, conserva caratteri spiccatamente gotici come l’abside, il transetto est e il campanile appuntito e slanciato.

 

STUPINIGI (Arrivo)

Stupinigi è noto, in particolar modo, per la settecentesca Palazzina omonima, proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e per il parco e la riserva naturale associati. Il complesso della Palazzina di Caccia di Stupinigi fu iniziato nel 1729 su commissione di Vittorio Amedeo II di Savoia, sulle terre che già in epoca medievale avevano ancora visibile un piccolo castello. L’edificio fu ampliato durante i regni di Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III con il contributo di architetti come Bo, Prunotto e Alfieri aggiungendo le ali che ospitano le stalle e le baracche agricole. Anche Napoleone Bonaparte rimase alla Palazzina nel maggio del 1805, prima di recarsi a Milano per avvolgere la corona di ferro. Dal 1919 la Palazzina ospita il Museo del Mobile e periodicamente mostre d’arte internazionali. Il parco, oggi Parco Naturale di Stupinigi, copre un’area di boschi e terreni agricoli ed è stato dichiarato riserva naturale nel 1991. Non vi sono più cervi dal diciannovesimo secolo, ma rimane il luogo prediletto da alcune rare specie vegetali e dalla fauna selvatica.